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14670844_109570656180034_2661909079926705159_n    Monaci Nicolaiani BASILIANI DI S. NICOLA

 

La nostra Fraternità Monastica “BASILIANI DI SAN NICOLA” è il risveglio del Monachesimo ITALO-GRECO già presente in Puglia nel primo millennio.

La Fraternità prende la Spiritualità e la Regola di vita cenobitica da San Basilio e il Carisma della Carità da San Nicola di Bari.

Quindi La Fraternità segue la spiritualità basiliana con il carisma Nicolaiano .

Il Carisma della Carità Nicolaiana è formato da tre vie Pastorali

  1. CARITÀ  LITURGICA .     IL  Culto per San Nicola e il RITO BIZANTINO  accomuna i cristiani  dell’Oriente e dell’Occidente attraverso la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina.
  2. CARITÀ  CULTURALE.     Riguarda dei Corsi di lingua italiana e spiritualità Bizantina per tutti i fedeli.
  3. CARITÀ  PENITENZIALE.  Riguarda la Paternità Spirituale dello Ieromonaco o Starez e quindi la cura delle “Anime”. Il fedele deve trovare nel monastero il Padre Monaco pronto all’ascolto.

Quindi si tratta della rinascita della Paternità spirituale come guida, sentinella e medico delle anime. Il nostro eremo vuole essere un cuore paterno attento ai figli bisognosi di accoglienza e di ascolto. Ogni monaco è uno Starez cioè maestro e guida. Lo Starez è il padre spirituale che vede i pensieri e i peccati delle persone che gli si rivolgono. Egli è una persona che prega per tutti. Starez è colui dal quale si recano le persone per “aprire la propria anima”, per piangere il proprio dolore, colui dal quale si aspettano guarigioni interiori e dal quale si spera di ricevere consigli nelle situazioni difficili ed inestricabili.
Molti santi sono stati capaci di leggere i cuori come: San Sergio di Radoneg, Sant’Alessandro Svirskij, San Serafino di Sarov. Le loro opere sante hanno permesso loro di acquistare un cuore puro e con il cuore puro la capacità di vedere l’arcano. Essi praticavano molto la Parola di Dio, il digiuno, la vita eremitica e quella cenobitica.

« Lo starets è qualcuno che prende la vostra anima e la vostra volontà e le assimila nella propria anima e nella propria volontà […] al punto di potere alla fine raggiungere, con una vita di obbedienza, la libertà assoluta, cioè la libertà dal proprio “io”, e sfuggire così alla sorte di chi ha vissuto una vita intera senza ritrovare se stesso »
(F. Dostoevskij[1])

 

Padre Domenico Kyriakos

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